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Cenni storici
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La comunità di Caslano 272m s/m si è sviluppata secondo la tradizione, intorno al castello di costruzione romanica, dove oggi è situato il nucleo primitivo di Caslano (Via Riale - Via Stremadone). È dovuto a questa situazione, l'antica denominazione di Castellano. La prima menzione ufficiale di Caslano risale all'anno 1126 (guerra tra le potenti e rivali città di Como e Milano 1117 - 1127). Dopo alterne vicende nel 1335 Caslano acquistò la personalità giuridica di Vicinia. Nel 1450 Caslano strinse una convenzione col Duca di Milano, Francesco Sforza, in virtù della quale Caslano si impegnava a fornire al Duca, soldati e materiale bellico in cambio di protezione sul comune. Alla fine di quel secolo la peste devastò Caslano, nonostante le misure prese a difesa dei confini. Tuttavia Caslano riuscì a sollevarsi. Con la conquista dei baliaggi Ticinesi da parte degli Svizzeri, le sue relazioni politiche furono pressoché scisse da quelle dei comuni limitrofi Lombardi.

 
 

Nel sedicesimo secolo seguirono numerose campagne cui presero parte gli Svizzeri, quali mercenari: anche Caslano fornì uomini e materiali. Nel 1640 venne demolita la torre posta sul Sassalto (da qui Torrazza), ed i materiali, così ottenuti, servirono per l'edificazione della chiesa parrocchiale e dell'annesso campanile. Durante la dominazione elvetica, il potere giudiziario e civile era concentrato sulle mani di un Landfogto, mentre il potere legislativo era abolito. I capi delle famiglie di Caslano nominavano un console, per reggere l'amministrazione comunale. Con decreto del Consiglio di Stato ticinese, del 5 maggio 1840, si stabiliva che Torrazza non poteva costituire patriziato a parte di Caslano, come in un primo tempo decretato. Nel primo trentennio dell'autonomia cantonale, la popolazione si era adoperata per dare sagge forme di vita politica al paese. La riforma della Costituzione cantonale venne infatti sanzionata dal popolo il 4 luglio 1830, ed entrò in porto dopo parecchie difficoltà (accolta da 37 circoli ticinesi contro il solo della Magliasina).

 
 

Alla fine del XVI secolo la comunità era composta da 60 fuochi con 350 anime, tra le famiglie patrizie di allora sono ancora presenti: Azzi, Beltramini, Bettelini, Greppi, Masina, Maina, Mainini, Laghi, Possi, Signorini e Vicari. Oggi Caslano è un villaggio di 4030 anime, con parecchie industrie e molteplici attività commerciali. Fra queste, sono tuttavia scomparse la pesca (un tempo Caslano era un tipico paese di pescatori), le fornaci e l'estrazione di caolino dal Sassalto (fabbricazione di Vasellame). Pure scomparso è il fenomeno dell'emigrazione per motivi di lavoro, fenomeno intenso all'inizio del Ventesimo secolo, (Francia, Argentina, Stati Uniti, ecc.).

 
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© www.caslano.ch – credits
Ultimo aggiornamento della pagina: 08.02.2011
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